Il Foglietto della Domenica

15 MARZO 2020

Oggi con la Samaritana ci fermiamo presso il pozzo. La sete di Gesù, che le chiede acqua, porta la donna a scoprire in sé una sete insoddisfatta e la spinge a chiedere a Gesù la sua acqua, l’unica che soddisfa la vera sete dell’uomo.

Dio, che è in te, colmerà per sempre la tua sete

Gesù incontra una donna presso un pozzo. I pozzi sono importanti nelle Scritture perché lo sono anche nella vita degli uomini: senza acqua, infatti, non viviamo. Abbiamo bisogno di acqua e perciò abbiamo bisogno di pozzi. Anche per questo motivo l’acqua, la sete, diventano metafore profonde della condizione umana, soprattutto dei suoi desideri. Viviamo infatti anche di desideri, di speranza; abbiamo fame e sete di vita, di futuro, di un bene che compia la nostra vita. Alla donna samaritana Gesù rivela che a dissetarci davvero è solo il dono di Dio: «Se tu conoscessi il dono di Dio!». A questa donna, che è corsa dietro a tanti uomini senza incontrare lo sposo vero, Gesù si rivela come colui che, con il suo dono, può colmare per sempre la sua sete. L’acqua che egli ci dona, infatti – scrive san Paolo ai Romani – è l’amore di Dio che lo Spirito riversa nei nostri cuori (II Lettura). A causa della mancanza di acqua, gli Israeliti nel deserto dubitano che Dio sia in mezzo a loro (I Lettura). Nel dono di Dio, che è lo Spirito, scopriamo sorpresi che la nostra sete è saziata perché Dio è dentro di noi, e noi diventiamo suo tempio, sua dimora: adoratori in spirito e verità.
fr. Luca Fallica, Comunità Ss. Trinità di Dumenza

Filippo Gagliardi, il giovane papà e la prova più dura

La laurea in ingegneria, l’avvio della professione, il matrimonio con Anna, la serenità dopo la separazione dei genitori. E poi, la notizia dell’arrivo di un bambino. Filippo Gagliardi, animatore all’oratorio di Verbania, sul lago Maggiore, è in uno dei periodi più felici quando, nell’agosto del 2013, scopre di avere un tumore. Sceglie l’ospedale della cittadina piemontese per poter stare accanto alla moglie incinta e assistere alla nascita di Luca. In realtà, il decorso sarà fulmineo: la morte arriva in meno di un mese, a soli 30 anni.
Quei 27 giorni di malattia sono un momento di grazia e condivisione: «La porta si fa sempre più stretta e ho ancora offerto questo dolore per tutti voi» scrive in un messaggio confidando le proprie fatiche, nonostante il sorriso sempre presente. La sua vita però non è fiorita nella malattia. È maturata nel tempo, in un cammino costellato da passione, impegno, dubbi, all’interno di una comunità. È segnato dalla scelta di impegnarsi con don Fabrizio Corno, coadiutore dell’oratorio e amico, nell’educazione dei ragazzi; da piccoli gesti quotidiani, come quando sul traghetto per andare al lavoro apre ogni mattina il libretto di preghiere, ma anche da grandi risoluzioni, come quando con Anna decide di vivere un fidanzamento nella castità o quando sente di essere pronto per diventare padre in ginocchio davanti all’Eucarestia. Filippo è semplicemente un giovane che sa amare. E lo fa fino alla fine, dal suo letto di ospedale, circondato dagli amici con cui condivide anche l’ultima parte della sua vita, sempre proiettato su di loro, su Anna e sul piccolo Luca: li affida tutti a Gesù eucaristico, che vuole appoggiato sul suo comodino.
Sono passati più di sei anni dalla sua morte. Ma “Pippo c’è”, come si chiama l’associazione nata per tenere viva la sua memoria.

Testi tratti dalla mostra I santi della porta accanto, promossa dall’Associazione don Zilli e dal Centro Culturale San Paolo. Per informazioni sulla mostra (ed eventuali richieste di esposizione): centroculturale.vicenza@stpauls.it; cell. 346 9633801.

Preghiera dei fedeli

C – Fratelli e sorelle, nel cammino verso la Pasqua, sostiamo oggi presso il pozzo dell’acqua viva, che è il Signore. Ristorati dalla sua parola eleviamo al Padre la nostra preghiera.

Lettore – Diciamo insieme: Dissetaci, Padre, con l’acqua del tuo Figlio.

1. O Padre, dona alla tua Chiesa santità e forza; concedici di essere sempre tuoi fedeli adoratori in spirito e verità, preghiamo 

2. O Padre, infondi in coloro che hanno compiti di governo la conoscenza delle vere necessità delle persone loro affidate; preghiamo

3. O Padre, consola chi non ha speranza e chi non ha pace, mostra loro il tuo sguardo sereno e benigno, preghiamo

4. O Padre, proteggi la nostra comunità, donale il desiderio di servirti e di testimoniare la gioia del tuo Regno; preghiamo

Intenzioni della comunità locale.

C – Padre santo, questa è la nostra preghiera. Donaci sempre la sete dell’acqua viva che solo il tuo Figlio può darci e rinnova in noi la grazia del Battesimo. Per Cristo nostro Signore.

A – Amen.