Il Foglietto della Domenica

23 giugno 2019

Mensa preparata da Dio per l’uomo, l’Eucaristia è il sacramento dell’accoglienza e del dono che Dio offre agli uomini. “Banchetto sacrificale”, l’Eucaristia celebra la morte e la risurrezione del Signore e ci fa partecipi della salvezza.

CRISTO SIGNORE È SACERDOTE PER SEMPRE

Commento - Disegno: Stefano Pachì


DI Melchisedek, sacerdote dell’Altissimo, si conosce poco, eppure quel gesto di offrire ad Abramo pane e vino benedicendo il grande Patriarca in nome di Dio non è caduto nel vuoto. Il Salmo 109 ne coglie la profezia, affermando che il Messia sarà «sacerdote per sempre al modo di Melchisedek». Così la più antica prova dell’ultima Cena riporta i gesti compiuti da Gesù di offrire il pane e il vino come segni efficaci della Nuova Alleanza, che si sarebbe compiuta nella sua morte e risurrezione (II Lettura). Il tutto era stato per simboli anticipato nel momento in cui, di fronte a folle affamate e stanche, Gesù spezza il pane e lo offre perché tutti siano saziati (Vangelo).
Mettendo al centro della nostra preghiera il mistero del Corpo e del Sangue di Cristo, oggi abbiamo l’occasione di immetterci in una tradizione secolare di profezie che si compiono nel Cristo, rendendogli grazie perché nella sua vita donata riceviamo la salvezza eterna. Verso di essa noi ci incamminiamo sostenuti dall’Eucaristia, pane spezzato e vino versato perché la nostra gioia sia piena e autentica.

Tiberio Cantaboni

«SOVVIENI ALLE NECESSITÀ MATERIALI DELLA CHIESA»

DIO ha pensato il suo popolo, la sua Chiesa, come una grande famiglia di «fratelli e sorelle», con un unico Padre «che è nei cieli». Parole che risuonano continuamente nelle nostre chiese e che sono a rischio di semplici formalità. Come in ogni vera famiglia così anche nella Chiesa non sono pensabili dei semplici «clienti» di servizi religiosi. Il luogo di culto non ha niente da spartire con un supermercato. Nella grande famiglia della Chiesa, che si rende concreta e visibile nelle singole comunità, tutti sono chiamati ad essere in qualche modo responsabili della casa comune.
La partecipazione attiva nella liturgia, dove nessuno «assiste» e nessuno dovrebbe stare semplicemente a guardare, ma tutti sono chiamati a prendervi parte in qualche modo, è immagine di una comunione solidale che va oltre il momento cultuale.
In primo luogo la condivisione con i poveri come testimoniano gli Atti degli Apostoli (Cfr. 4, 32-35) e l’apostolo Paolo che loda le comunità di Corinto e della Macedonia per l’aiuto dato alla Chiesa madre di Gerusalemme (Cfr. 2Cor 8). La raccolta delle offerte durante la messa ha questa origine (Cfr. 1Cor 16, 2). Una solidarietà che riguarda in primo luogo le persone, certo, ma anche la gestione di quel luogo che originariamente era chiamato «domus ecclesiae», cioè «casa della Chiesa», casa di tutto il popolo di Dio.
Il precetto della Chiesa ricorda questa comunione solidale che non è solo intimistica e interiore, ma “in uscita”, per i bisogni materiali della Chiesa tutta, persone e cose; un aiuto che ciascuno è chiamato a dare secondo le proprie possibilità.

Silvano Sirboni. liturgista

Illustrazione di Francesca Corrao (2018).


I Precetti della Chiesa. 5: «Sovvieni alle necessità materiali della Chiesa». Il sacerdote che abbraccia il bisognoso è don Marco Lupo, parroco della Chiesa «Maria Santissima della Lettera», quartiere Acquasanta, città di Palermo. Don Marco è stato testimonial della campagna pubblicitaria dell’8×1000 alla Chiesa Cattolica.

PROCLAMARE E ASCOLTARE LA PAROLA DI DIO

«Quando leggono alcuni lettori poco preparati, sembra che la Parola della Scrittura sia ridotta a un mormorio confuso e noioso: l’assemblea ascolta rassegnata e inerte, qualcuno chiacchiera, qualcuno si appisola, molti seguono i loro pensieri». No, questo testo non è stato scritto ai nostri giorni, ma da Marcellina, sorella di sant’Agostino, attorno all’anno 400. Resta purtroppo in alcuni casi molto attuale. Per evitare questa deriva della proclamazione liturgica della Parola è fresco di stampa un semplice e prezioso libretto non solo per la formazione di lettori sempre più idonei, ma anche di tutti i fedeli in vista di una loro partecipazione alla liturgia sempre più consapevole e fruttuosa.

Silvano Sirboni, liturgista

E. VIVIANO, Proclamare la Parola. Il ministero del lettore nella liturgia, Paoline 2018, pp. 160, euro 12,00.

Preghiera dei fedeli

C- Fratelli e sorelle, dopo aver accolto la Parola del Signore e prima di offrire i nostri doni sull’altare, come Melchisedek, benediciamo il Signore per la sua Provvidenza nei nostri confronti e gli presentiamo quanto ci sta a cuore per il bene di tutta l’umanità. 

Preghiamo insieme, dicendo: Signore, pane del cielo, ascoltaci.

1. Per il Papa , i vescovi, per tutti i sacerdoti e i ministri dell’altare: consapevoli del dono di cui Dio li ha fatti partecipi e dispensatori, conformino sempre più la loro vita al mistero che celebrano, preghiamo:

2. Per le famiglie cristiane: sappiano cogliere sempre il bene preziosissimo dell’appuntamento domenicale con l’ascolto della Parola di Dio e la celebrazione dell’Eucaristia, preghiamo:

3. Per i fanciulli che partecipano la prima volta al banchetto eucaristico: perché crescano in sapienza e grazia, portando nella famiglia e nella Chiesa l’annuncio della gioia pasquale, preghiamo:

4. Per noi qui riuniti: perché celebrando e adorando Cristo presente nell’Eucarestia ci lasciamo trasformare in una comunità in cui regnano l’amore e il perdono, preghiamo:

Intenzioni della comunità locale.

C – Signore Gesù, che nel sacramento del tuo Corpo e del tuo Sangue hai posto la sorgente dello Spirito che dà la vita, fa’ che la tua Chiesa, spezzando il pane in tua memoria, diventi il germe dell’umanità rinnovata, a lode di Dio Padre. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

A – Amen

XII SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO – 2019

24 L Natività di S. Giovanni Battista. Solennità (bianco). Io ti rendo grazie: hai fatto di me una meraviglia stupenda. La scelta del nome è l’inizio di un nuovo corso della storia della salvezza S. Teodolfo. Is 49,1-6; Sal 138,1-3.13-15; Ap 13,22-26; Lc 1,57-66.80.

25 M Signore chi sarà ospite nella tua tenda? Dobbiamo imparare a rivolgerci a Dio con uno spirito filiale, sapendo che egli è nostro Padre. S. Massimo; S. Guglielmo di Montevergine; S. Prospero. Gen 13,2.5-18; Sal 14,2-5; Mt 7,6.12-14.

26 M Il Signore si è sempre ricordato della sua alleanza. Occorre fare attenzione alle opere e non solo alle parole, perché in esse si manifesta la vera natura del cuore della persona. Ss. Giovanni e Paolo; S. Vigilio; S. Josemaria Escrivá. Gen 15,1-12.17-18; Sal 104,1-4.6-9; Mt 7,15-20.

27 G Rendete grazie al Signore, perché è buono. C’è pericolo di ascoltare la parola di Dio come la lettura di un giornale. Al massimo può servire per ricordarci che siamo cristiani. S. Cirillo di Alessandria (m.f,); S. Arialdo; B. Margherita Bays. Gen 16,1-12.15-16; Sal 105,1-5; Mt 7,21.29.

28 V Sacratissimo Cuore di Gesù / C. Solennità (bianco). Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla. Il Sacro Cuore è il simbolo di quell’amore immenso che spinge il buon Pastore alla ricerca della pecora perduta. S. Ireneo. Ez 34,11-16; Sal 22,1-6; Rm 5,5b-11; Lc 15,3-7.

29 S Ss. Pietro e Paolo, apostoli. Solennità (rosso). Il Signore mi ha liberato da ogni paura. Pietro e Paolo, uniti nell’evangelizzazione, sono accomunati nella morte e nella gloria. Il loro martirio è il coronamento di una vita spesa per il Regno. B. Raimondo Lullo; S. Siro. At 12,1-11; Sal 33,2-9; 2Tm 4,6-8.17-18; Mt 16,13-19.

[30 D XIII Domenica del T. O. / C. (Ss. Primi Martiri della Chiesa di Roma) 1Re 19,16b.19-21; Sal 15,1-2.5.7-11; Gal 5,1.13-18; Lc 9,51-62].

Nicola Gori

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