Il Foglietto della Domenica

16 GIUGNO 2019

Il mistero della Trinità sfugge certo alla nostra comprensione e tuttavia inabita in noi. Siamo incamminati verso la piena conoscenza di Dio «grazia, amore e comunione», cioè Padre, Figlio e Spirito Santo.

«GLORIA AL PADRE E AL FIGLIO E ALLO SPIRITO SANTO»

Commento - Disegno: Stefano Pachì


Con il Battesimo siamo resi partecipi della vita di Dio SS.ma. Trinità d’Amore, Padre, Figlio, Spirito Santo. L’autore del Libro dei Proverbi (I Lettura) descrive la sapienza creatrice come una persona, generata prima di ogni creatura. È l’annuncio profetico di Gesù Cristo, Sapienza di Dio, principio della creazione di Dio. San Giovanni (Vangelo) ci ha riportato il discorso di addio di Gesù che annuncia l’invio del dono dello Spirito Santo sulla Chiesa e sull’umanità. 
Lo Spirito Santo ci porta Gesù Verità, la sua grazia, il suo Vangelo, cioè i doni del Padre misericordioso, permettendo l’attualizzazione del mistero di Gesù sacrificato e glorificato nella liturgia. Egli ci introduce nella comprensione del disegno della salvezza che Gesù ha compiuto con la sua passione, morte e risurrezione. San Paolo (II Lettura) ci ricorda che siamo in pace col Padre per mezzo di Gesù, nostra pasqua e riconciliazione. Lo Spirito Santo, amore del Padre e del Figlio effuso nei nostri cuori, custodisce in noi la speranza della gloria, permettendoci di non perderci d’animo nelle tribolazioni.

Francesco dell’Orco

«NEI GIORNI STABILITI DALLA CHIESA ASTIENITI DAL MANGIARE CARNE E OSSERVA IL DIGIUNO»

Illustrazione di Francesca Corrao (2018).


NEL linguaggio biblico “penitenza” non significa pena o castigo, ma “pentimento/conversione”. La penitenza, pertanto, è l’impegno permanente di tutta la vita cristiana; è la lotta che dobbiamo sostenere continuamente per impedire che il male abbia il sopravvento su di noi. 
Per esprimere ed alimentare questa lotta, la comunità cristiana fin da principio, in continuità con la tradizione del popolo della prima Alleanza (Israele), e similmente ad altre tradizioni religiose, ha stabilito giorni e tempi durante i quali i fedeli sono chiamati ad esprimere e a consolidare il loro impegno perché i valori dello spirito abbiano il sopravvento sulle realtà materiali, l’amore per Dio e per il prossimo sull’idolatria di sé. 
Così è sorta la Quaresima per dare più spazio alla preghiera, all’ascolto della parola di Dio, alla rinuncia di qualche bene superfluo in funzione della carità. Il precetto della Chiesa impegna i fedeli a fare memoria della passione e morte del Signore ogni venerdì evitando di mangiare carne, un tempo segno della festa. 
Oggi, saggiamente, a questo gesto si può dare maggiore verità rinunciando a qualcosa che costituisca veramente una rinuncia. Il digiuno, che consiste nel fare un solo pasto importante durante la giornata, è previsto il Mercoledì delle Ceneri e il Venerdì Santo
La penitenza cristiana non è disprezzo del corpo né dei beni materiali di questo mondo, ma libertà dalla loro schiavitù e soprattutto in vista della condivisione. I giorni penitenziali esprimono visibilmente un impegno interiore che costituisce un sobrio stile di vita tutti i giorni dell’anno.

Silvano Sirboni, liturgista
   

L’amore non tollera l’indifferenza,
l’amore ha compassione.
L’amore è mettere il cuore
in gioco per gli altri.
Papa Francesco

Preghiera dei fedeli

C- Fratelli e sorelle, confermando la nostra fede nel Dio unico in tre Persone, presentiamo al Padre, per mezzo di Cristo, nello Spirito Santo le nostre invocazioni.

Preghiamo insieme e diciamo: Signore Dio nostro, ascoltaci.

1. Per la santa Chiesa, perché attesti al mondo la sua realtà di popolo di Dio, convocato dall’amore del Padre, per mezzo di Cristo, nella comunione di un solo Spirito, preghiamo:

2. Per tutti i popoli della terra, perché illuminati dalla sapienza dello Spirito Santo riconoscano in Gesù Cristo l’inviato del Padre, e siano radunati nell’unica Chiesa, preghiamo:

3. Per ogni cristiano, perché per la grazia del Battesimo, conferito nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirirto Santo, riscopra in se stesso «la dolce inabitazione della Trinità», cresca e fruttifichi con una adesione sempre più ricca e fruttuosa, preghiamo:

4. Per le famiglie, perché nelle sfide del nostro tempo sappiano comunicare e testimoniare la luce e la forza della presenza di Dio, preghiamo:

5. Per la nostra comunità parrocchiale, perché nell’accogllienza e nell’impegno missionario dia testimonianza della sua fede nella Trinità, preghiamo:

Intenzioni della comunità locale.

C – Accogli, o Padre, la supplica dei tuoi fedeli che per il Figlio e nello Spirito Santo si rivolgono a te. Tu, che sei il creatore dell’universo, donaci di partecipare ai frutti della redenzione. Per Cristo Nostro Signore.

A – Amen

XI SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO

17 L Il Signore ha rivelato la sua giustizia. Alla legge del taglione, con Gesù subentra la «norma dell’amore». In particolare, non opporti al malvagio e non voltare le spalle a chi ti chiede aiuto. S. Raniero; S. Nicandro e Marciano; B. Paolo Buralo. 2Cor 6,1-10; Sal 97,1-4; Mt 5,38-42.

18 M Loda il Signore, anima mia. La nuova misura della perfezione è, secondo Gesù, il Padre celeste: come Lui, bisogna essere sempre misericordiosi e amorevoli, anche verso chi ha sbagliato. S. Gregorio Barbarigo; S. Calogero; S. Leonzio. 2Cor 8,1-9; Sal 145,1-2.5-9a; Mt 5,43-48.

19 M Beato l’uomo che teme il Signore. Preghiera, elemosina e digiuno: le pratiche religiose ottengono con Gesù una qualità nuova; esse vanno compiute nel segreto e senza ostentazione. S. Romualdo (m.f.); Ss. Gervasio e Protasio; S. Giuliana Falconieri. 2Cor 9,6-11; Sal 111,1-4.9; Mt 6,1-6.16-18.

20 G Le opere delle tue mani sono verità e diritto. Quando preghi, non sprecar parole. Il Padre conosce ciò di cui hai bisogno, prima che tu lo chieda. Soprattutto, anche tu perdona agli altri le loro colpe. S. Gobano; S. Giovanni da Matera; B. Margherita Ebner. 2Cor 11,1-11; Sal 110,1-4.7-8; Mt 6,7-15.

21 V S. Luigi Gonzaga, religioso. Memoria (bianco). Il Signore libera i giusti da tutte le loro angosce. I veri tesori da accumulare sono in cielo e soltanto ad essi si deve attaccare il nostro cuore. Chi ha occhi limpidi e puri, come san Luigi, saprà distinguere dove sono i veri beni e le genuine ricchezze. S. Rodolfo; B. Tommaso di Orvieto. 2Cor 11,18.21b-30; Sal 33,2-7; Mt 6,19-23.

22 S Gustate e vedete com’è buono il Signore. Gesù insegna a non preoccuparsi di ciò che è secondario, quindi ad aver fiducia massima nella Provvidenza divina. Al primo posto, metti anche tu il Regno di Dio e la sua giustizia. S. Paolino da Nola (m.f.); Ss. Giovanni Fisher e Tommaso More(m.f.). 2Cor 12,1-10; Sal 33,8-13; Mt 6,24-34.

[23 D Corpo e Sangue di Cristo / C (S. Giuseppe Cafasso). Gen 14, 18-20; Sal 109,1-4; 1Cor 11, 23-26; Lc 9,1-17].

Pasquale Giustiniani

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